Quota cedibile della pensione: come si calcola e come richiederla

La quota cedibile non è altro che un documento rilasciato dall'ente pensionistico in cui viene stabilito l'importo massimo della pensione che può essere utilmente impiegato per richiedere un prestito. Ogni pensionato che intende avviare una pratica di finanziamento dovrà pertanto ottenere questo documento ufficiale, all'interno del quale sono riportate tutte le informazioni necessarie per poter verificare l’effettiva situazione economica.

Contenuto della quota cedibile

Nello specifico, la quota cedibile indica non solo i prestiti in corso, ad esempio eventuali cessioni del quinto, ma anche ulteriori quote cedibili già rilasciate con il relativo numero progressivo. Il documento, specifica inoltre, l'importo massimo che il cliente può utilizzare per rimborsare le rate di un prestito, quindi la rata che l'ente pensionistico mensilmente trattiene, per poi trasferirla all'istituto creditizio che ha accettato il finanziamento.

Come calcolare la quota cedibile

Il calcolo della quota cedibile non è complesso e prevede solo due distinti passaggi. La prima cosa da fare è dividere l'importo netto della pensione in 5. Prendendo ad esempio una pensione netta pari a 1200 euro, dividendola per 5 si ottiene 240 euro, cifra che corrisponde a un quinto della pensione.

A questo punto bisogna sottrarre 240 euro dall'importo netto di 1000 euro. Si ottiene così 960 euro, che corrisponde a quanto il pensionato riceverà nei mesi successivi alla liquidazione del quinto.

La decurtazione della quota cedibile dovrà garantire in ogni caso la sostenibilità del prestito. Questo vuol dire che al richiedente rimane comunque una cifra che permetta di vivere in maniera dignitosa. A questo proposito viene preso come parametro di riferimento la pensione minima, che per il 2021 è pari a 515,58 euro.

Nell'esempio proposto, dunque, l'importo della pensione netta è pari a 1200 euro, sul quale è stata calcolata una quota cedibile di 240 euro. La differenza è di 960 euro, cifra che supera di gran lunga la pensione minima di 515,58 euro.

La situazione cambia nel caso di pensioni nette ad esempio di 600 euro mensili. In questo caso la quota massima cedibile, dividendo per 5 la pensione, è di 120 euro. La differenza fra le due cifre ammonta a 480 euro, importo inferiore alla pensione minima. Stavolta la rata massima che può essere impiegata per rimborsare il prestito non può superare 84,42 euro (cifra ottenuta sottraendo dalla pensione netta 515,58 euro).

Come si richiede la quota cedibile

La quota cedibile può essere richiesta direttamente dal pensionato presso qualsiasi sportello INPS. Ottenuto il documento, l’interessato dovrà successivamente consegnarlo all'istituto di credito oppure alla società finanziaria con la quale intende stipulare il contratto di finanziamento. La domanda per ottenere la quota cedibile deve essere fatta personalmente e non sono ammesse deleghe.

Esiste, tuttavia, la possibilità di sottoscrivere un prestito con un ente finanziario convenzionato INPS. In questo caso la cedibilità della pensione verrà elaborata in via telematica direttamente dall'istituto di credito oppure società finanziaria. Stipulare un prestito con un ente convenzionato permette, nella maggior parte delle ipotesi, di ottenere condizioni e tassi di interesse vantaggiosi.

Occorre inoltre precisare che la quota cedibile può essere richiesta su ogni tipo di pensione, salvo che su quelle minime, assegni sociali, per inabilità, al nucleo familiare, di sostegno al reddito, invalidità civili e prestazioni di esodo.

In ogni caso prima che la rata trattenuta dalla pensione venga versata all'istituto di credito o alla società finanziaria, l'INPS effettuerà delle verifiche a tutela del pensionato. In particolare è previsto che la banca o la finanziaria dispongano dei requisiti previsti dalla legge.

Inoltre il tasso applicato al prestito non può essere maggiore alla soglia stabilita dalla normativa anti-usura o a quello convenzionato.

La rata contrattualmente prevista non potrà mai oltrepassare il quinto della pensione. Nel contratto saranno anche riportate in maniera chiara e trasparente tutte le voci di spesa, ovvero quelle per l'istruttoria, il premio assicurativo, per premorienza, l'importo delle commissioni e la specifica degli interessi.

Richiesta del prestito tramite quota cedibile

Ottenuta la quota cedibile il pensionato potrà attivarsi per ottenere il prestito, tramite cessione del quinto sulla pensione netta. La quota cedibile deve essere presentata in originale e permette al massimo di ottenere un solo finanziamento. In fase di richiesta il pensionato sarà tenuto anche a fornire il documento d'identità, la certificazione unica e i cedolini della pensione.

Raccolta tutta la documentazione e firmati i moduli per la privacy, si passa alla fase della delibera, cioè alla valutazione della richiesta da parte dell'ufficio competente. In genere sono necessarie da un minimo di poche ore a un massimo di due giorni lavorativi. Tempistiche maggiori si possono verificare in casi particolari, ad esempio quando la pratica è subordinata all'accettazione della compagnia assicurativa.

Superata la fase della delibera e ottenuto parere favorevole, sarà sufficiente sottoscrivere il contratto e la richiesta di emissione polizza. La documentazione verrà quindi notificata all'ente previdenziale per arrivare all'erogazione del finanziamento, che avviene nella maggior parte dei casi tramite accredito sul conto corrente bancario.

Richiedere la quota cedibile tramite la banca o la società convenzionata consente di velocizzare i tempi dell'istruttoria. La prassi è consigliabile per tutti quei pensionati che non vogliono recarsi di persona agli sportelli dell'INPS e che grazie alle convenzioni fra ente previdenziale, istituti di credito e società finanziarie, desiderano usufruire di tassi di interesse agevolati.

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