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Prestiti per pagare il dentista

21 gen 2013 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Dite la verità: quante volte andate dal dentista per una visita di controllo? E quando siete andati l’ultima volta? Se è passato un po’ troppo tempo, potrebbe essere non solo perché avete paura del più temibile lettino medico che l’essere umano abbia mai conosciuto. Potrebbe essere anche – e soprattutto – perché andare nello studio privato di un dentista ha un costo. Rinunciare a una visita medica non è una scelta saggia. Eppure, lo scorso maggio un sondaggio di Mannheimer dedicato al rapporto tra gli italiani e il dentista rivelava che nove su dieci si fidano dello specialista, ma per via della crisi solo la metà ci è andato nell’anno precedente. L’81% si rivolge a uno studio privato, anche perché è meno complicato prendere un appuntamento. Ma così torniamo al punto di partenza: il ricorso al privato comporta spese di un certo livello.

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Qualche esempio? L’esborso per una pulizia dei denti tramite eliminazione del tartaro oscilla tra i 100 e i 200 euro; l’otturazione semplice prevede un esborso tra i 100 e i 180 euro. E poi ci sono le dentiere e gli apparecchi: questi ultimi vanno moltissimo tra bimbi e ragazzi, quando hanno un'anomalia da correggere. Il costo delle protesi mobili totali in resina può andare dai 1.000 ai 2.500 euro per arcata, mentre quelle parziali portano via tra i 500 e i 900 euro; l’ortodonzia fissaballa tra i 1.250 e i 2.500 euro. Qualcuno ha intravisto nella crisi l'opportunità di offrire il servizio dentistico a prezzi bassi: il cosiddetto “low cost”. Si tratta però della vostra salute, quindi prima di ripiegare su soluzioni "in saldo" chiedetevi se vale la pena di sacrificare la qualità pur di risparmiare dei soldi.

Alcuni, soprattutto gli italiani che vivono nelle regioni di confine del nord est, hanno individuato una via di sbocco in Paesi come la Slovenia e la Croazia, dove il servizio dentistico costa meno: tanto per dirne qualcuna, un'estrazione semplice in Italia vale tra gli 80 e i 150 euro, in Slovenia tra i 60 e i 100 euro e in Croazia - che ancora ha la sua moneta nazionale, la kuna - tra i 20 e i 50 euro. Ma sempre il sondaggio di Mannheimer rivelava che il cosiddetto "turismo odontoiatrico" ha esaurito la sua forza attrattiva: più della metà di quanti hanno bussato alla porta di dentisti all’estero ha giurato che non lo rifarebbe, e otto italiani su dieci hanno dichiarato di non essere affatto interessati alle cure all’estero.

Per non rinunciare all’assistenza di un libero professionista si può saldare il debito un po’alla volta o, se questo non è possibile, si può in alternativa ricorrere al credito. Lo spettro dei prestiti personali contempla infatti anche soluzioni per cure mediche. Chi ha una busta paga o una pensione può ricorrere alla cessione del quinto. Altrimenti il mercato propone formule interessanti, da valutare attentamente, che per esempio prevedono prestiti per 3.000 euro da restituire in tre anni, con tanto di polizza e rate mensili di importo relativamente sostenibile, attorno ai 100 euro.

In genere, chi ha bisogno di un finanziamento per pagarsi le cure del dentista può chiedere un prestito finalizzato o un prestito bancario. Il primo solitamente lo propone lo stesso studio medico per fronteggiare la spesa. La pratica di solito è semplice e veloce, ma bisogna stare attenti al tasso d’interesse proposto e al peso delle rate mensili. L’accesso al finanziamento dipende dai debiti del richiedente e dalla sua solvibilità. Due voci che contano moltissimo anche sul fronte del prestito bancario, che è oggetto di una verifica particolarmente pignola da parte dell’istituto erogante. Data la severità dell'esame, l'iter può concludersi con un rifiuto. Da notare che il più delle volte aiuta essere correntisti della stessa banca.

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