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Caffè salato: rincaro del 44% in cinque anni

Pubblicato il 12-10-2026 | Aggiornato il 12-10-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
paolo fiore
Paolo Fiore
Chicchi di caffe licenza standard c hedgehog94

“Il caffè è un piacere”, diceva un famoso spot. Ma è un piacere sempre più caro, sia in casa che al bar. Lo conferma un’indagine di Altroconsumo, che ha tracciato i prezzi della tazzina tra il 2021 e il 2026.

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Il caffè in casa

Secondo l'Istat, negli ultimi anni, il prezzo del caffè al consumo ha registrato un rincaro ben superiore a quello di molti altri prodotti alimentari. Nel solo 2025, l’aumento è stato del 21%, per un incremento complessivo del 44% rispetto al 2021.

C’è quindi stata una crescita graduale tra il 2022 al 2024, seguita - lo scorso anno - da un’impennata. Anche se il costo di una confezione dipende anche da altri fattori – spiega Altroconsumo – è la conferma che gli aumenti del costo della materia prima sono arrivati a pesare sulle tasche degli italiani.

La tazzina al bar

Per capire come è cambiato il prezzo di un espresso al bar, l’indagine ha confrontato i dati di giugno 2026 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con quelli dello stesso mese degli anni precedenti.

Nella maggior parte delle 19 città considerate, una tazzina costa oggi tra 1,2 e 1,4 euro. Bolzano – dove la media è di 1,5 euro – è la città con l’espresso più caro, mentre a Catanzaro la pausa espresso costa solo un euro e otto centesimi.

Rispetto a giugno 2021, il prezzo è aumentato in tutte le città. In molti casi il rincaro va da 15 a 34 centesimi a tazzina, pari a circa il 15–35%. Tra giugno 2025 e giugno 2026, nella maggior parte delle città la tazzina è rincarata di altri 3–8 centesimi.

In questo caso, oltre al costo delle materie prime, conta anche quello del servizio: il personale, l’affitto, l’energia, le macchine per preparare il caffè, i costi e i finanziamenti sostenuti per l’acquisto di nuove macchine necessarie all’attività.

Perché il prezzo aumenta?

La domanda mondiale di caffè è in crescita. E la produzione, nonostante sia sempre più abbondante, non sempre riesce a tenere il passo. I raccolti, inoltre, risentono delle condizioni climatiche nei grandi Paesi produttori, tra cui Brasile e Vietnam. A rendere i prezzi più instabili contribuiscono anche le operazioni sui mercati finanziari basate sulle previsioni dei raccolti e dei prezzi futuri.

Ci sono poi i costi legati ai passaggi di filiera, con lavorazioni e distribuzione. Il costo dei chicchi è quindi una parte della spiegazione dei rincari, non una misura diretta di quanto debba costare il prodotto finale.

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