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Mondo prestiti

Il fintech traina il mercato dei prestiti personali

Pubblicato il 22 marzo 2019
USA: record Fintech

in USA erogati prestiti per 138 miliardi di dollari

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa, ma l'argomento è talmente grosso da doverlo approfondire. È il momento dei prestiti personali, un po' dovunque. Se in Italia anche gennaio 2019 ha segnato il record dei prestiti personali, la stessa cosa sta accadendo negli Stati Uniti. Con una differenza sostanziale: a trainare il settore, negli Usa, è il fintech, la tecnofinanza.

L'anno scorso, infatti, il mercato Usa dei prestiti personali ha raggiunto livelli record, ma i consumatori scelgono i servizi della tecnofinanza piuttosto che quelli delle banche tradizionali. Secondo i dati TransUnion, resi noti dalla rete tv Cnbc, negli Usa, l'anno scorso, le società fintech hanno elargito il 38% di tutti i prestiti personali statunitensi: un balzo in avanti pauroso, solo a pensare che nel 2013 la percentuale si aggirava intorno al 5%.

Usa, prestiti personali record a 138 miliardi di dollari. Il 2018 si è rivelato un anno record per i prestiti personali che hanno raggiunto la cifra di 138 miliardi di dollari, in crescita del 17% sul 2017 soprattutto per merito della spinta data dalle nuove società finanziarie digitali. Gli americani, insomma, mostrano la tendenza a rivolgersi sempre di più alle nuove aziende fintech se vogliono chiedere denaro in prestito: l’anno scorso, infatti, il contributo dato da queste società al giro d’affari complessivo è stato del 38%, percentuale rilevante visto che nel 2017 era stato del 35% e appena del 5% nel 2013. Nei cinque anni dal 2013 al 2018, inoltre, si rileva come la quota delle banche tradizionali nell'elargire prestiti personali sia scesa al 28%, dal 40% del 2013.

È boom del fintech. Negli Stati Uniti, d'altronde, negli ultimi anni si è assistito alla crescita molto rapida di aziende specializzate nell’offrire i loro servizi finanziari digitali. Un rapporto reso pubblico a luglio 2018 e curato dal dipartimento del Tesoro statunitense, mette in luce come, tra il 2010 e il 2018, siano state create e abbiano cominciato a lavorare nel settore più di 3.300 aziende. Per questo tipo di start-up sono in aumento anche gli investimenti: basti pensare che, nel 2017, la cifra investita in aziende fintech ammonta a oltre 22 miliardi di dollari.

In pochi anni il boom. Il mercato dei prestiti personali ha risentito parecchio di questa innovazione, visto che in pochi anni il fintech sta diventando il suo principale motore di crescita. “La crescita rapida dei prestiti al consumo usa direttamente il fintech perché, rispetto alle banche tradizionali, queste società hi-tech offrono servizi che sono più convenienti e immediati per i consumatori”, sostiene il vicepresidente di TransUnion, Jason Laky.

Americani indebitati. Il risvolto della medaglia, diciamo così, è che se negli Stati Uniti aumentano i prestiti personali ciò significa anche che esistono più americani indebitati. E che non tutti riescono a ripagare il debito. Crescono, infatti, secondo i dati ufficiali, il numero delle persone che affidano parte delle loro finanze a mutui subprime: si parla di aumento annuo del 4,3% mentre, secondo il report TransUnion, rimane stabile il tasso delle insolvenze.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio, nato a Genova, è un giornalista professionista la cui attività è principalmente focalizzata su temi di economia e borsa.

Ha lavorato a La Repubblica, nei primi anni ’90, dedicandosi alla cronaca e collaborando, nello stesso periodo, con diverse televisioni private liguri. Trasferitosi a Milano, ha lavorato come capo redattore di Italia-iNvest.com, il primo sito specializzato in economia in Italia. Franco Canevesio ha anche lavorato al sito di Giuseppe Turani “Lettera finanziaria”. Per ciò che concerne la carta stampata ha collaborato con La Repubblica – Affari & Finanza ed è stato redattore capo di Finanza e Mercati. Attualmente, lavora presso MF-Milano Finanza.

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