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Mondo prestiti

I prestiti alternativi sfioreranno i 300 miliardi di dollari

Pubblicato il 20 febbraio 2020
I prestiti alternativi sfioreranno i 300 miliardi di dollari

Il 70% del mercato è rappresentato dai prestiti peer-to-peer

Il mercato dei prestiti alternativi è in continua crescita, trainato dai finanziamenti peer-to-peer alle imprese. Secondo LearnBonds.com, nonostante le banche mantengano ancora il primato, nel 2023 il valore dei finanziamenti erogati tramite canali alternativi sfiorerà quota 300 miliardi di dollari a livello globale.

I prestiti peer-to-peer funzionano attraverso algoritmi che mettono in contatto soggetti interessati a prestare denaro con individui o aziende che hanno bisogno di liquidità, senza passare per un intermediario come un istituto di credito. Il vantaggio per i beneficiari è nella possibilità di ottenere tassi più bassi e in tempi più rapidi rispetto a un prestito bancario, mentre i finanziatori possono ottenere un tasso di rendimento potenzialmente superiore rispetto a un investimento tradizionalmente solido come il mattone. Il 70% del mercato è rappresentato dai prestiti peer-to-peer destinati alle aziende, che secondo LearnBonds.com nel 2020 raggiungeranno il valore di 219 miliardi di dollari, crescendo del 21,2% su base annua.

Tra dati e piattaforme digitali, il settore dei finanziamenti alternativi è concentrato quasi interamente nelle mani di Stati Uniti e Cina. Quest’ultima, in particolare, è il più grande mercato di prestiti Fintech al mondo e, secondo le stime, continuerà a crescere a un ritmo annuale del 16% fino al 2023. Ma l’esempio cinese svela anche i rischi connessi a un settore ancora poco regolamentato: nel 2016, con quella che è stata definita “la frode del secolo” è emerso che Ezubao, la più grande piattaforma di prestito peer-to-peer cinese, in realtà era uno “schema Ponzi” (processo di vendita che truffa gli utenti e li spinge a reclutare nuovi investitori che verranno truffati anche loro) da 7,6 miliardi di dollari. La Cina ha posto riparo allo scandalo con un incremento delle normative, che ha avuto l’effetto di ridurre nettamente il numero di servizi peer-to-peer dai 2.680 del 2016 ai 343 nel 2019. Ciononostante, il trend di crescita continua e dimostra come il settore prestiti Fintech rappresenti il futuro ma anche una duplice scommessa, sia per chi decide di finanziare un progetto sia per chi chiede finanziamenti.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore, giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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