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Confesercenti: consumi delle famiglie in riduzione di quasi 1.900 euro

Pubblicato il 6 luglio 2020
Confesercenti: consumi delle famiglie in riduzione

Diverse le motivazioni della riduzione

Il lockdown causato dal Covid-19, come era stato previsto da economisti e analisti, si è fatto sentire. Una delle conferme arriva da Confesercenti, che ha stimato un calo medio a famiglia di 1.879 euro nel primo semestre del 2020.

Da un lato questo taglio alla spesa è motivato dal blocco durato diverse settimane per molte attività produttive e di consumo. Dall’altro si spiega con la cautela degli italiani nel periodo post lockdown. I timori e un atteggiamento più oculato sono confermati dai dati di Confesercenti sul risparmio medio: prima del Covid-19 era di 8 euro ogni 100, ora siamo passati a 11 ogni 100. L’incertezza che domina i mercati mondiali e l'avvenire lavorativo ha quindi portato le famiglie italiane ad aumentare del 20% i propri depositi in banca, arrivando così a un totale di 32 miliardi di euro. Un atteggiamento che potrebbe pesare anche sui beni durevoli e le spese più consistenti (e quindi anche sui prestiti personali).

Le regioni del nord sono state le più colpite dal virus e, di conseguenza, anche da questa riduzione della spesa. Un dato influenzato anche dall’alto reddito delle famiglie che vivono in queste zone del Paese. Guida questa classifica negativa il Trentino-Alto Adige con -2153 euro. Segue la Lombardia a -2.214 e chiude il podio l’Emilia-Romagna con -2.153. Sopra la media italiana troviamo anche Toscana (-2.070), Veneto (-2.042), Valle d’Aosta (-1.994), Lazio (-1.962), Piemonte (-1.902) e Friuli (-1.883). La regione che invece ha subito meno questo contraccolpo è stata la Calabria, con -1.294 euro.

I settori più colpiti da questa frenata sono stati la somministrazione di lavoro, la ricettività e il commercio, con il 51,3% delle Pmi che ha dichiarato una diminuzione di metà fatturato

“Una rapida ripartenza della spesa delle famiglie è cruciale, soprattutto se si considera che il PIL italiano dipende per buona parte dai consumi interni”, ha spiegato Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti. “Per questo, riteniamo che si debba discutere seriamente della possibilità di un taglio temporaneo dell’Iiva, almeno per i comparti in maggiore sofferenza”.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore, giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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