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Credito e Consumi

Blog - Recupero crediti, riforma del settore

Novità in arrivo per il recupero crediti

10 maggio 2017

Si chiamano “non performing loans”: sono crediti la cui riscossione è incerta, sia a livello di rispetto della scadenza sia sul fronte delle cifre da restituire. Sono noti anche con il nome di “crediti deteriorati”. E anche se spesso se ne parla in riferimento alle aziende, non riguardano solo le imprese ma anche le famiglie. Unirec - l’Unione nazionale delle imprese a tutela del credito, ovvero l’associazione confindustriale che rappresenta l’80% del mercato nazionale delle società di recupero crediti - fa sapere che i crediti rientranti nella vasta categoria degli npl nel 2016 hanno superato i 26 miliardi di euro, riferiti in grossa parte alle famiglie: il 91% dei debitori nel mirino delle società di recupero crediti sono infatti nuclei familiari, e il 9% imprese. Le “pendenze” degli italiani riguardano rate non onorate di prestiti bancari, credito al consumo o mutui, ma anche bollette. Anche nel 2016 più della metà dei crediti da recuperare si trova in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. E in tutte la situazione peggiora. Soprattutto in Sicilia: nel 2015 il 22% degli importi tornava alla committente, nel 2016 solo il 10%.

In questo quadro il 19 aprile l’onorevole Marco Di Maio ha presentato la proposta di legge 4358 in materia di “Disciplina dell’attività di recupero crediti”. Obiettivo, riformare il settore aggiornando la normativa. Come? Innanzitutto confermando la licenza del ministero dell’Interno come fattore essenziale di controllo dei requisiti morali del richiedente, tanto nella fase di rilascio quanto per il successivo mantenimento. Due i principi fondamenti della proposta: innanzitutto, la salvaguardia del principio di libera concorrenza per le imprese operanti anche dall’estero verso debitori sul territorio nazionale, ma nel rispetto delle regole definite dall’Italia, e poi l’enfasi sul progetto organizzativo dell’impresa e sui requisiti di professionalità e capacità tecnica di tutte le figure aziendali. Il ddl punta molto sulla formazione delle figure professionali e sulla certificazione delle società, introducendo periodici corsi di aggiornamento e qualificazione per assicurare la conoscenza e il rispetto delle normative e dei provvedimenti in materia di recupero crediti.

“La proposta dell’onorevole Di Maio rappresenta una riforma molto attesa, oltre che necessaria”, ha commentato l’avvocato Francesco Luongo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino e vice presidente del Forum Unirec-Consumatori. “Per la prima volta si riconosce la giusta importanza ai codici di condotta redatti dalle associazioni di categoria, che rientrano tra i requisiti minimi di professionalità che imprese e operatori - anche chi opera in sedi estere - dovranno rispettare nello svolgimento dell’attività”. In Italia finora ha fatto fede l’autoregolamentazione del settore basata sul “Codice di condotta per i processi di gestione e tutela del credito” redatto proprio dal Forum Unirec-Consumatori. Il Codice, che due anni fa ha ottenuto l’ok delle imprese associate Unirec, stabilisce le corrette modalità che gli operatori devono seguire in tutte le fasi del recupero crediti: dagli orari in cui raggiungere l’utente a tutto ciò che concerne le comunicazioni analogiche e digitali e i contatti domiciliari. Tutte buone prassi a tutela del debitore, nate da un tavolo condiviso con le principali associazioni dei consumatori.

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Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti nel 1979, laureata in Scienze della Comunicazione, Maria Paulucci si è trasferita a Milano nel 2006 seguendo l'onda del giornalismo. Dal 2007 al 2011 ha lavorato presso la redazione di Class Cnbc, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra della casa editrice Blue Financial Communication. Da allora scrive di risparmio e consulenza finanziaria.

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