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Credito e Consumi

Blog - Prestiti, più privacy per i preventivi

Credito al consumo: cosa dice in Garante

4 dicembre 2017

E torniamo a parlare, dopo appena una settimana, di Sistemi di informazioni creditizie nell’ambito del credito al consumo, ivi inclusi i prestiti personali. Lo facciamo per due ragioni: perché questi “archivi” del credito ricoprono un ruolo decisivo nel farci ottenere oppure no un finanziamento; e perché a fine novembre il Garante per la privacy ha fatto luce sui principali dubbi in merito a come interpretare tre punti del “Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”. I Sistemi di informazioni creditizie, appunto. In sintesi chiamati Sic. Attraverso un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 novembre, il Garante, recependo i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione, ha spiegato che “gli istituti di credito e gli operatori finanziari non bancari hanno l’obbligo di inviare il preavviso di imminente registrazione nei Sic ai soggetti che siano in ritardo nei pagamenti delle rate di un contratto di finanziamento o di un mutuo”.

Non solo: tanto le società bancarie quanto quelle finanziarie dovranno da adesso in poi adottare modalità di comunicazione “idonee a provare non solo l’invio del preavviso, ma anche l’avvenuta ricezione da parte degli interessati medesimi”. Tradotto in parole semplici: siccome è essenziale che sia la spedizione sia la ricezione lascino traccia, l’invio da parte della società che eroga il finanziamento dovrà avvenire o con raccomandata con ricevuta di ritorno, o con telegramma oppure con posta elettronica certificata. Qualche nota il Garante l’ha riservata anche ai tempi di conservazione, all’interno dei Sistemi di informazioni creditizie, dei dati sugli inadempimenti non regolarizzati: e lo ha fatto precisando che, “fermo restando il termine per così dire ‘ordinario’ di 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dalla cessazione del contratto, negli altri specifici casi previsti dal Codice il tempo di conservazione non può comunque mai superare i cinque anni dalla data di scadenza del rapporto”. Questa precisazione riguarda i casi nei quali il rapporto viene ceduto a una società di recupero crediti, o in cui avviene la cessione in blocco e la cartolarizzazione dei crediti.

L’ultimo chiarimento concerne l’informativa personalizzata Secci, prevista dall’articolo 124 del Testo unico bancario. Il Secci, lo ricordiamo, è quel documento che contiene le informazioni sul prestito, destinate non solo a quanti si accingono a firmare il contratto di finanziamento ma a chiunque, in generale, sia interessato a domandarlo ma non lo abbia ancora richiesto. Il Secci sintetizza le condizioni del prestito. Ebbene, con un chiarimento finale il Garante ha stabilito che, “a tutela della riservatezza del consumatore, nella fase antecedente alla presentazione di una richiesta di finanziamento”, ossia prima che l’interessato si rivolga a una banca o a una finanziaria per avere un preventivo, il creditore deve tenere conto “solo ed esclusivamente delle informazioni rese, direttamente e spontaneamente, dal consumatore, senza possibilità di accedere ai Sistemi di informazione creditizia”. Questo perché il Codice deontologico vale solamente se il rapporto creditizio è già avviato o, quantomeno, se viene presentata una richiesta finalizzata a instaurarlo.

Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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