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Credito e Consumi

Blog - Ancora novità per prestiti e usura

8 gennaio 2018

L’anno nuovo è iniziato con una novità di rilievo sul tema prestiti e usura. Il ministero dell’Economia ha infatti reso noto di aver messo a disposizione, nell’arco dell’ultimo anno, 27 milioni di euro in favore di aziende e famiglie riconosciute come a rischio usura. Un importo erogato dal Fondo di prevenzione dell’usura, istituito dalla legge 108/1996 presso il dipartimento del Tesoro, a 112 consorzi di imprese (i cosiddetti “Confidi”) e 36 fra associazioni e fondazioni del terzo settore, che in questo modo potranno fornire garanzie per prestiti a società e a famiglie che rischiano appunto di finire nella rete degli usurai. Si tratta dunque di una garanzia statale che ha l’obiettivo di agevolare l’accesso ai prestiti bancari evitando che da questo circuito vengano tagliati fuori i soggetti più deboli, spinti così a rivolgersi a canali tutt’altro che legali. Nel solco della legge antiusura, alle aziende è spettato il 70% delle risorse, equivalente a 18.904.157,30 euro, mentre il restante 30% - 8.101.781,70 euro - è andato ad associazioni e fondazioni.

Il reato di usura, ricorda il ministero dell’Economia, consiste nel prestare denaro a interessi assai più alti rispetto a quelli praticati sul mercato. Più in dettaglio, è da considerarsi usuraio l’interesse che supera il tasso soglia, individuato in base a un automatismo fissato per legge sulla base dei tassi medi di mercato rilevati trimestre per trimestre da Bankitalia e pubblicati con decreto dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto, anch’esso trimestrale, esce in Gazzetta Ufficiale e appare inoltre sul sito web istituzionale del dipartimento del Tesoro, oltre che sulle bacheche delle varie banche. Vengono etichettati come usurari anche quegli interessi che, sebbene al di sotto del tasso soglia, risultano sproporzionati rispetto alla prestazione che per contro si riceve e al tasso d’interesse di norma praticato sul mercato. Usuraio è pure il tasso di interesse applicato a chi versa in una particolare situazione di difficoltà economica o finanziaria. La legge, su questo punto, tutela il debitore: l’articolo 1815 del codice civile sancisce infatti che, in presenza di tassi usurari, la clausola del contratto che li prevede è da considerarsi nulla e gli interessi non sono dovuti.

Torniamo al Fondo di prevenzione dell’usura. Il suo ammontare non è fisso ma si modifica ogni anno: a finanziarlo sono le sanzioni amministrative antiriciclaggio e valutarie. Tramite questo strumento, dal 1998 il dipartimento del Tesoro ha assegnato circa 600 milioni di euro, confluiti in garanzie a favore di 81mila prestiti, corrispondenti a un totale di oltre 1,9 miliardi di euro. “Come negli anni scorsi”, spiega il ministero in una nota, “i contributi sono stati ripartiti sulla base di una combinazione di indicatori” che tengono conto del rischio usura nei territori in cui opera l’ente assegnatario e dell’efficienza nella capacità d’utilizzo dei fondi riscontrata in passato. Date infine le difficoltà in cui versano le popolazioni delle regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, continua il ministero, “quest’anno si è stabilito di riconoscere un contributo aggiuntivo agli enti che operano in queste zone”.

Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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