Quando si parla di credito al consumo, molto spesso gli utenti sono poco informati o ragguagliati male. La cosa però diventa cronica quando si parla di over 65. A svelarlo è l’indagine “Anziani e povertà” che chiude l’iniziativa “Linea Terza Età – Insieme contro la Povertà” promossa da Movimento Difesa del Cittadino e Adiconsum, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rileva innanzitutto una diffusa situazione di incertezza economica tra la popolazione anziana, che vive spesso in condizioni di marginalità e di disagio.
Più della metà degli intervistati denuncia di non avere risorse sufficienti a far fronte a tutte le proprie necessità, uno su tre di aver dovuto attingere ai propri risparmi, uno su dieci ha dovuto chiedere un prestito. Solo il 53,91% conosce la differenza tra “indebitamento” e “sovraindebitamento”, conoscenza che diminuisce all’aumentare dell’età anagrafica, mentre la percentuale che legge il materiale informativo e le clausole prima di sottoscrivere un contratto di finanziamento è del 57,31%. Ciò favorisce il verificarsi di quelle “brutte sorprese” che molti dichiarano di aver avuto dopo la stipula di un contratto, lamentando anche con una certa frequenza di essere stati fuorviati dai consigli e le informazioni di un agente o mediatore finanziario. Dai risultati della ricerca si denota inoltre anche un’insufficiente attitudine alla gestione del bilancio familiare considerando che meno della metà degli intervistati programma le proprie entrate ed uscite, affidandosi piuttosto ad una generalizzata prudenza ed alla parsimonia nelle spese quotidiane.
“Questo progetto – avverte Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – assume una certa importanza in un momento di difficoltà del nostro Paese e i nostri sportelli di assistenza, collocati presso le varie sedi territoriali. Si è deciso di partire dal credito al consumo perché rappresenta sempre più l’unica via per poter fare certi tipi di acquisti. Troppo spesso però, gli anziani vengono informati male e quindi, di fatto, mal consigliati”.
di Valerio Mingarelli
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