Ormai è un discorso molto noto e i cui effetti sono, tristemente, sotto gli occhi di tutti. Le banche, le finanziarie e, in genere le aziende preposte a farlo, sempre più difficilmente concedono credito ai privati. Tanto ottenere un mutuo quanto avere un prestito è una chimera per molti e allora la soluzione, come spesso accade, si trova nel passato.
Nei secoli precedenti avevano grande successo i banchi di mutuo soccorso, quelli cioè che filtravano le richieste dei singoli, finanziate tramite prestiti dati da altri privati. La stessa formula di finanziamento si ripresenta oggi, anche se sotto un altro nome, vale a dire quello di prestito peer to peer, e, ovviamente in modalità 2.0, cioè prevalentemente attraverso il web.
A fare da capofila ancora una volta gli Stati Uniti dove il fenomeno è esploso, o forse sarebbe più corretto dire “ri-esploso”, nel 2007, ma oggi visti gli effetti della crisi economica si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Europa. La formula del prestito concesso da privati a privati è abbastanza semplice, chiaramente non vengono concesse cifre elevatissime, in genere ci si orienta su una somma compresa fra i 20 e i 30 mila euro, ma si possono ottenere più finanziamenti.
Tutte le pratiche legate alla valutazione dell’affidabilità del richiedente (anche i creditori privati richiedono chiaramente delle garanzie) così come quelle che possiamo definire burocratiche, si svolgono su Internet, ma se richiedente e concedente lo scelgono ci si può anche incontrare di persona. Che sia questa la nuova frontiera del credito? O forse è quella vecchia?
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