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Esistono diverse differenze tra prestito e mutuo: di importo, di durata, di garanzie. Il prestito ad esempio, nel settore del credito al consumo, ha un importo tra circa 150 a circa 30.000 euro, (anche se la normativa 2010 del credito al consumo sta per cambiare e il tetto potrebbe alzarsi fino a 75.000 euro quando entrerà in vigore la nuova direttiva europea), mentre il mutuo può arrivare a cifre molto più alte e coprire fino a circa l’80% del valore dell’immobile che si intende acquistare.
Inoltre, il credito al consumo, di norma, ha una durata variabile da 12 mesi a 72 mesi, mentre il mutuo può durare diverse decine di anni, anche 30. Il prestito del credito al consumo non è inoltre assistito da garanzia reale e non prevede per esempio pegni sul bene acquistato o fideiussioni generalmente. Quando invece si accende un mutuo , è chiesta come garanzia l’ipoteca sul bene che si intende acquistare.
TAN e TAEG sono rispettivamente il tasso annuo nominale e il tasso annuo effettivo globale. Sono i due tassi di interesse che vengono applicati a un prestito. Il TAN è la quota di interessi di un finanziamento, al netto delle spese per l’avvio della pratica. Il TAEG invece è l’indicatore che comprende tutte le spese sostenute dal cliente-creditore, fatta eccezione solo per le spese assicurative. In pratica entrambi (TAG e TAEG) sono la parte di denaro che si dovrà pagare alla banca o alla finanziaria (quota interessi), che sarà aggiunta alla parte di capitale prestato (quota capitale). In un prestito quindi la quota finale restituita sarà maggiore di quella prestata, a meno che i due tassi non siano entrambi a zero.
Il tasso da tenere maggiormente in conto è il TAEG, perché comprende le reali spese sostenute quando si contrae un finanziamento.
Innanzitutto al TAEG, il tasso annuo effettivo globale, l’indice sintetico di costo da tenere sotto’occhio sempre quando si ha intenzione di contrarre un prestito. Un rivenditore deve sempre indicare il TAEG nella sua pubblicità e anche precisare il periodo di validità dell’offerta.
Attenzione anche ad alcune formule promozionali, come quelle che promuovono il pagamento posticipato delle rate rispetto all’acquisto di un bene. E’ da approfondire se gli interessi vengono calcolati dal momento dell’acquisto o dal momento (posticipato) in cui si iniziano a pagare le rate.
Anche la formula “zero interessi” va approfondita : bisogna verificare se davvero il TAN è pari a zero e che in quel caso il TAEG comprenda le spese accessorie e non interessi aggiuntivi. Leggere bene il contratto in ogni caso prima di firmare e non dimenticare di controllare anche tutte le voci che non sempre per legge sono comprese nel TAEG, come eventuali spese assicurative, di incasso rate, di rinnovo o sostituzione carta.
E’ semplice: navigando attraverso le varie sezioni e consultando le guide, potrai farti un’idea semplice su cosa sono i prestiti, sulle differenze tra le varie voci di prestito, su come chiedere un preventivo, a quali voci fare attenzione sul contratto.
Abbiamo scelto un linguaggio semplice e qualche esempio, perché il fine non è diventare degli esperti, ma sapere qualcosa in più sui prestiti e sulle finanziarie e banche che li erogano, per poter effettuare la scelta migliore. Quindi, leggi le guide, resta aggiornato con le news e prova le simulazioni di finanziamento con l’apposito form. Comparare più offerte ed essere informati è il primo passo per ottenere un prestito vantaggioso.
Se si saltano le rate di un finanziamento le conseguenze possono essere diverse. Il mancato pagamento di una rata può provocare una messa in mora, e quindi verranno addebitati gli interessi aggiuntivi previsti in questi casi, oppure si corre il rischio di venire inseriti nei sistemi di informazioni creditizie. Il ritardo può anche provocare una segnalazione come cattivo pagatore.
Il mancato rispetto delle scadenze previste insomma causa costi aggiuntivi, a causa degli interessi di mora (la cui misura deve essere indicata nel contratto) che si aggiungono alla rata del prestito, e difficoltà in futuro a chiedere nuovi finanziamenti se ce ne sarà bisogno. Solo per quanto riguarda il settore del credito al consumo, in quei contratti dove è stato concesso un diritto reale di garanzia del bene acquistato dal consumatore, il mancato pagamento di una sola rata, (che non superi l’ottava parte del prezzo) non provoca la risoluzione del contratto, e il cliente-consumatore mantiene il diritto di pagare le rate alle scadenze stabilite. Altre conseguenze possono essere: spese aggiuntive, segnalazione in banche dati, affidi a società esattoriale esterna, decadenza del beneficio del termine, passagio a legali, fermo della macchina, se durante un finanziamento auto.
Anche un lavoratore atipico o precario può richiedere un prestito. Ci sono alcune banche e finanziarie che concedono finanziamenti e anche mutui a precari e lavoratori a tempo determinato. Certo in questo caso oltre al contratto di collaborazione lavorativa, vengono richieste altre forme di garanzie per concedere il finanziamento, come per esempio un garante.
Ma ci sono anche altre possibilità: alcuni istituti bancari erogano finanziamenti a lavoratori atipici grazie a un accordo con le amministrazioni locali per la costituzione di un Fondo di garanzia per lavoratori atipici, che serve a tutela delle banche che si possono permettere così di rischiare un po’ di più e concedere quindi prestiti questa categoria di lavoratori. Per questa opzione in generale è richiesta un’età inferiore ai 35 anni e un contratto lavorativo da qualche mese in essere.
Su Prestiti.it potrai trovare informazioni e articoli sulle più diffuse forme di prestiti: prestiti personali, finanziamenti auto, cessione del quinto, prestiti pensionati e prestiti dipendenti, consolidamento debiti, carte revolving. Ma sono tenute d’occhio anche le soluzioni emergenti, come il social lending, i prestiti per chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione, prestiti per stranieri o per studenti.
Nel tasso variabile il tasso di interesse si modifica periodicamente secondo l’andamento dell’indice di riferimento (di solito l’Euribor) mentre nel tasso fisso l’importo del tasso di interesse non cambia e resta uguale per tutta la durata del finanziamento. Di solito un tasso fisso è più alto rispetto a un tasso variabile, ma nel caso i tassi dovessero aumentare mentre il finanziamento è in corso, non prevede aumenti, che invece sarebbero applicati in caso di tasso variabile. I tassi variabili infatti, vengono adeguati di volta in volta in base all’indice del costo del denaro.
La cessione del quinto è ottenibile in certi casi anche da parte di chi lavora in piccole aziende o persino in ditte individuali con soli due dipendenti, per esempio.
In questo caso sarà valutato con molta attenzione però il profilo dell’azienda dove si lavora. Le banche prima di decidere se erogare o no il prestito in forma di cessione del quinto, dovranno capire se si tratta di un’azienda affidabile oppure no. A seconda delle valutazioni si stabilirà se concedere o no il finanziamento. Insomma: caso per caso potranno esserci risposte diverse alla richiesta del prestito. Se si tratta invece di Spa o Srl con più di 16 dipendenti invece la richiesta di cessione del quinto in genere viene accolta senza problemi.
Quando non si riesce a stare dietro a tutte le rate dei finanziamenti contratti si può provare con il consolidamento debiti, una formula che unifica tutte le rate dei prestiti in un’unica rata mensile e allunga i tempi per restituire le somme dovute. Nel consolidamento debiti si accorpano tutte le rate e si ottiene un prestito con una rata a lunga scadenza.
In pratica vengono sommati tutti i debiti rimanenti e si effettua un finanziamento per ripagarli tutti e in certi casi si riesce a ottenere anche un po’ di liquidità aggiuntiva se necessario, e poi si andrà a pagare una volta al mese la rata del consolidamento debiti.
Può provare a rivolgersi al Prefetto della sua provincia con un’istanza. Oggi i prefetti raccolgono istanze di questo tipo su mutui, prestiti, linee di credito eccetera. Se si ritiene quindi di meritare un finanziamento respinto o non rinnovato si può tentare questa strada e magari si può riuscire a ottenere un riesame della pratica. Per sapere come fare, sul sito del Ministero dell’economia e delle finanze (www.tesoro.it) si possono trovare i moduli da compilare. Oppure se è una finanziaria o una banca a non concedere un finanziamento, la soluzione può essere recarsi semplicemente presso un altro istituto di credito e riprovare a fare domanda. Le condizioni per accedere a un prestito variano da una finanziaria all’altra, e la stessa persona potrebbe essere giudicata finanziabile da una parte e rifiutata da un’altra.
Anche una persona di nazionalità straniera può richiedere un finanziamento, l’importante è che sia in regola e abbia un lavoro. In particolare è importante avere la carta o il permesso di soggiorno, un contratto di lavoro possibilmente a tempo indeterminato di almeno un paio di anni nella stessa azienda, o di un’anzianità lavorativa di almeno due anni nel caso che il richiedente il prestito sia un lavoratore autonomo.
Si. L’estinzione anticipata di un finanziamento può essere effettuata. In certi casi non è previsto nessun costo, ma in generale l’estinzione avviene dietro pagamento di una penale sul capitale residuo. Questa somma si aggira solitamente attorno all’1% del capitale residuo dovuto del prestito. Per terminare il pagamento di un prestito prima del tempo stabilito quindi, i passi saranno i seguenti: versare alla banca o alla società finanziaria il versamento della somma che manca per estinguere il finanziamento, verificare che il conto ricevuto sia esatto e corrisponda al contratto originario e a quanto previsto dal piano ammortamento.
Se il contratto non specifica a quanto ammonta il capitale residuo dopo ogni rata di rimborso, la somma viene calcolata tramite una formula standard definita dal Ministero del Tesoro. Il tasso di interesse da utilizzare nel calcolo è quello in vigore al momento dell’estinzione anticipata.
Prima di concedere un prestito, le banche e le finanziarie vogliono essere sicuri che ci siano delle garanzie per la restituzione del finanziamento. Sarà quindi difficile accordarne uno a chi non ha busta paga, né un’entrata dimostrabile. Ottenere un prestito per questo tipo di clienti è difficile, ma se è davvero importante, non impossibile. Alcuni istituti di credito possono concedere un prestito senza busta paga se per esempio c’è la garanzia di un immobile di proprietà.
Ipotecando un immobile per esempio, si potrà ottenere in cambio un finanziamento. Un’altra soluzione può essere cercare qualcuno con un’entrata fissa, che accetti di farci da garante. Ci sono infine fondi di garanzie, istituiti da regioni o province in accordo con alcune banche, che cercano di garantire finanziamenti per lavoratori precari o per soggetti in difficoltà.
Si in alcuni casi esistono prestiti per cattivi pagatori. Per esempio quando il contratto di lavoro fa da garanzia per ripagare il prestito richiesto. Una formula per ottenere un finanziamento pur essendo un cattivo pagatore, è ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Se si ha un contratto a tempo indeterminato in un’azienda stabile (o ancora meglio, se si lavora nella pubblica amministrazione), se si possiede un’adeguata anzianità di servizio si può tentare la strada della cessione del quinto. In questo caso, visto che si pagheranno rate tramite trattenuta direttamente dalla busta paga, le banche e le società finanziarie non correranno il rischio di non vedersi rimborsare il prestito. La rata del prestito infatti è percepita direttamente dal datore di lavoro. A volte come ulteriori garanzie possono essere richieste, come il TFR, il trattamento di fine rapporto, a copertura di eventuali debiti residui o assicurazioni.
La Banca d’Italia provvede a informare periodicamente sulle soglie oltre le quali un tasso è da considerarsi usuraio. Ogni trimestre l’organismo analizza e pubblica i tassi medi dei finanziamenti. Sono da considerarsi oltre la soglia di usura quando vengono aumentati della metà rispetto alla media calcolata. L’operazione di monitoraggio e individuazione dei tassi medi delle operazioni di finanziamento viene compiuta trimestralmente da Bankitalia.
Ad esempio, dal 1 ottobre 2009 fino al 31 dicembre 2009, i tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura su base annua sono: per crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie effettuati da banche il 9,77% (quindi il tasso di usura sarà oltre il limite di 14,66%); per prestiti contro cessione del quinto dello stipendio fino a 5.000 euro il 12,04% e oltre i 5.000 euro il 9,18 (i limiti della soglia di usura sono rispettivamente 18,060 e 13,77); per credito finalizzato all’acquisto rateale e credito revolving fino a 5.000 euro il 17,12 e oltre i 5.000 euro il 10,76 (limite soglia di usura 25,68 e 16,14).
Si tratta di una sorta di estensione della cessione del quinto. In pratica è l’eccezione alla regola che vede in questa forma di prestito per lavoratori dipendenti, la possibilità di pagare rate dall’importo massimo pari a un quinto del proprio stipendio. Con la delega di pagamento è permesso l’addebito di una rata superiore e si può arrivare fino a due quinti dello stipendio, pari a circa il 40% dello stipendio netto, che per i dipendenti statali può arrivare fino al 50%. Può essere utile in caso di un finanziamento con debito residuo molto elevato già in corso, oppure nel caso si abbia bisogno di un prestito particolarmente consistente, per un importo alto.
Il caso American Express e la necessità di trasparenza per una scelta consapevole: la situazione ed il nostro punto di vista.
Finanziamenti a tassi sostenibili destinati alle organizzazioni no profit per emergenze o iniziative benefiche
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